Nell'ultimo periodo le principali testate giornalistiche
economiche riferiscono della favorevole combinazione astrale di tre
fattori concomitanti, che potranno rappresentare il volano definitivo
per il rilancio dell' economia nel nostro Paese. Mi riferisco al
Quantative Easing (l'acquisto di Titoli di Stato) intrapreso dalla
Bce (Banca Centrale Europea), alla svalutazione dell'euro ed al calo
del prezzo del petrolio. In particolare mi soffermerò su
quest'ultimo aspetto e confronterò la variazione del prezzo di
acquisto del Brent (è la qualità di petrolio estratta nei
giacimenti del Mare del Nord ed il valore di scambio dei contratti
per lotti minimi di 1000 barili – 1 barile = 159 litri –
negoziati sul Nymex, il mercato regolamentato di riferimento,
rappresenta una delle quotazioni del greggio), con i prezzi alla
pompa dei carburanti derivati. Consultando il grafico pubblicato
nella sezione dedicata del sito de
IlSole24Ore, si osserva come il
prezzo di questa qualità di greggio: il Brent, abbia registrato una
progressiva ed inesorabile diminuzione: si è passati dal suo valore
massimo (il dato è riferito all'ultimo anno: 2014) di 110 $/barile
raggiunto verso la fine di giugno, a quello minimo di 50 $/b
registrato nell'intero mese di gennaio 2015, per poi risalire verso
la soglia dei 60 $ superata nell'ultima negoziazione di venerdì. Il
confronto che qui vorrei proporvi (miei cari lettori) è tra il
prezzo dei carburanti (considererò solo benzina e gasolio) proposto
ai consumatori nelle settimane del mese di luglio 2014, quando il prezzo
del
crude oil superava i 100 $ ed alla pompa la benzina verde
veniva venduta ad un prezzo medio nazionale di 1,760 €/litro mentre
il gasolio a 1,633 €/litro; con i costi dei carburanti offerti
nelle settimane dello scorso mese di gennaio 2015, quando il “barile”
veniva scambiato a 50 $ ed i suoi prodotti derivati invece venduti a
1,466 €/l la verde e 1,380 €/l il gasolio. I prezzi alla pompa
sono quelli rilevati dall'osservatorio del Ministero dello Sviluppo
Economico. Per svolgere alcune considerazioni è necessario
premettere che le tariffe del litro di benzina e di gasolio sono
formati per 2/3 da imposte (iva + accise) e che il restante terzo si
compone del prezzo industriale e del margine lordo a copertura di
tutti i costi (trasporto, margine gestore, pubblicità ecc...),
perciò a fronte di un dimezzamento del costo industriale (il taglio
netto della quotazione del barile) esso non si è tradotto in un analogo e proporzionale effetto sul costo alla pompa. Se ciò invece fosse avvenuto, la
verde sarebbe dovuta costare 1,277 €/litro ed il gasolio
1,190 €/litro (secondo un mio semplice e modesto calcolo
matematico), perciò gli unici soggetti a beneficiare dei bassi
prezzi petroliferi sono in realtà le solite compagnie del settore, che
incrementano ulteriormente il loro profitto, mentre ai consumatori lanciano solo le briciole. In chiusura vi segnalo, nel caso ancora non
lo conosceste, l'utile strumento del MSE (Ministero Sviluppo
Economico) per trovare l'esercente con il miglior prezzo alla pompa, è
l'
OsservaPrezziCarburanti dove confluiscono settimanalmente i prezzi
praticati alla pompa con un dettaglio territoriale comunale.