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martedì 30 luglio 2019

Pagamenti all'estero in valuta corrente €


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Ci siamo, le vacanze sono finalmente arrivate, ma prima di partire verso la destinazione esotica tanto sognata, è bene sapere in quale valuta effettuare i pagamenti o prelevare il denaro, quando si è all'estero, specialmente se nel paese scelto circola una moneta diversa dall'euro.
Decidere di prelevare con la carta o pagare direttamente attraverso il pos, potrebbe risultare più costoso nel caso si scelga di operare la transazione nella valuta propria ovvero in euro.
Colpa della cosiddetta Dynamic Currency Conversion, se da un lato il consumatore potrebbe trovare comodo pagare in moneta propria, così da poter fare un rapido confronto con i prezzi in patria e tenere sotto controllo le spese della vacanza, dall'altro il tasso di cambio dinamico applicato arbitrariamente dalla banca che offre il servizio di pagamento, risulta spesso svantaggioso per chi paga.
L'infografica riportata a lato, mostra un semplice caso pratico: il confronto tra la spesa per l'acquisto in valuta locale (qui è considerato il fiorino ungherese) e quello fatto in euro con il tasso di conversione dinamica applicato, emerge che in quest'ultimo caso il prodotto è costato di più.
Consiglio: pagate sempre in valuta locale quando siete all'estero e poi...Buone Vacanze!

mercoledì 26 aprile 2017

Tariffe di Roaming, addio dal 15 giugno 2017

Dal 15 giugno 2017 si potranno utilizzare i propri dispositivi mobili negli spostamenti all'interno dell'UE pagando lo stesso prezzo che nel proprio paese di origine, ovvero il roaming alle tariffe nazionali.
Il roaming (sostantivo di origine inglese – to roam – che tradurremmo letteralmente con il verbo girovagare, vagare) è l'accordo tra due operatori fornitori del servizio di telefonia mobile, operanti in paesi diversi, in base al quale gli utenti di una società possono utilizzare la rete delle altre.
Prima che la Commissione Europea regolasse il mercato delle tariffe internazionali (con il Regolamento 717 del 2007), i costi che un viaggiatore continentale poteva sostenere per effettuare telefonate con il proprio telefono mobile da un Paese all'altro, variavano notevolmente in funzione della nazionalità raggiunta. Per cercare di uniformare tali spese e nell'ottica di raggiungere una connessione continentale, la Commissione Europea, ha cominciato, appunto nel 2007, a regolare la giungla delle tariffe di roaming, fissando dei “tetti” massimi per questi costi, sia per il consumatore al dettaglio (retail), che per le aziende all'ingrosso (wholesale). Successivi e susseguenti provvedimenti regolatori (come i Regolamenti Ue 531 e 1203 del 2012), hanno ulteriormente ridotto le tariffe di roaming regolamentate: nel 2007 una chiamata internazionale mobile in uscita sarebbe costata 0,49 €/min, ora dal prossimo 15 giugno costerà 0,032 €/min. Un centesimo sarà il costo per SMS inviato mentre per il traffico dati la riduzione sarà più graduale: nell'arco di 5 anni; infatti dal costo di 7,7 €/GB del 15 giugno 2017, si arriverà a 2,5 €/GB dal I gennaio 2022. Tali spese saranno conteggiate come utilizzo nazionale dello smartphone nel caso di opzioni tariffarie a pacchetto.
La regolazione dei prezzi internazionali avrebbe, secondo autorevoli osservatori economici, svolto un importante ruolo nella diminuzione generale delle tariffe telefoniche, in barba a tutti i detrattori delle funzioni e delle potestà legislative in capo alla vituperata Unione Europea.
Infine per i più curiosi, segnalo un simulatore (excel) in grado di confrontare i costi di alcune tariffe a pacchetto offerte dai 28 Stati membri dell'Unione.

mercoledì 13 luglio 2016

ECC-Net, l'assistenza per i consumatori Europei

La rete degli European Consumer Centres (i centri di assistenza e consulenza per i consumatori in Europa) è formata da 30 uffici sparsi nei 28 Paesi che compongono l'Unione Europea, (forse 27 dopo l'esito del referendum Britannico), compresi Norvegia ed Islanda. Il funzionamento del network è garantito dal finanziamento erogato dalla Commissione Europea e dai governi Nazionali, ed ha lo scopo di informare i consumatori sui loro diritti e di assisterli nelle controversie transfrontaliere che dovessero sorgere nei confronti di venditori aventi sede operativa in altri Paesi della Comunità: diversi da quello in cui agisce il consumatore.
Dal I gennaio 1993 è in vigore il mercato unico Europeo: disciplinato da una serie di trattati che garantisce la libera circolazione di merci e servizi all'interno di un territorio vasto quanto la superficie dei 28 Paesi aderenti che lo costituiscono e diffuso tra i quasi 500 milioni di abitanti che lo popolano.
Tra gli attori economici partecipanti alle dinamiche commerciali, i consumatori Europei assumono senza dubbio un ruolo determinante, pur tuttavia indebolito se paragonato a quello svolto dall'altra gamba del mercato: i commercianti che nel rapporto negoziale possiedono generalmente maggior forza. Per tentare così di riequilibrare lo sbilanciamento naturale insito nel rapporto tra la domanda e l'offerta, a sfavore del consumatore, è necessario introdurre una precisa regolamentazione che ne tuteli i diritti, e considerato che il campo d'azione è quello continentale, il rango della legislazione consumeristica dovrà necessariamente essere quello Europeo.
La legge Nazionale, rappresentata principalmente dal Codice del Consumo (D.L.vo 206/2005) e dalle sue successive modificazioni, è il frutto dell'attuazione e del recepimento, nel nostro ordinamento, di alcune direttive europee sul tema, che hanno avuto lo scopo di armonizzare i diritti dei consumatori in tutti i Paesi componenti L'Unione.
Attualmente, grazie anche alla sempre maggiore diffusione dell'e-commerce (l'attività di acquisto svolta sul web), risulta più semplice ed immediato, rispetto al passato, fare acquisti da venditori stranieri, che hanno la loro sede operativa in Paesi Europei diversi da quello di residenza del consumatore acquirente, e spesso far valere i propri diritti nel caso di controversie, potrebbe essere difficile, il primo ostacolo sarebbe rappresentato forse dalla lingua.
Il Centro Italiano gestito da Adiconsum, operativo dal 2005, rappresentata un valido strumento per la soluzione dei contenziosi Transfrontalieri.