mercoledì 11 luglio 2018

Aumentano le tariffe energetiche nel III trimestre 2018

andamento prezzo energia elettrica

Il comunicato stampa diramato lo scorso 28 giugno (2018) dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), ha annunciato l'aumento delle tariffe di elettricità e gas per il prossimo trimestre dell'anno (il terzo: dal I luglio al I settembre 2018, quando sarà previsto il nuovo periodico aggiornamento). Gli aumenti che colpiranno gli utilizzatori di energia elettrica del mercato tutelato (20 milioni circa di utenze elettriche domestiche), prezzo in aumento del 6,5% rispetto al trimestre precedente (20,22 centesimi di euro il costo del KWh), si tradurranno in un aumento stimato annuo della bolletta elettrica per la famiglia tipo (quella che impegna una potenza di 3 KW e registra un consumo annuo di 2.700 KWh), di 24 euro/anno. Mentre per il gas la variazione di prezzo positiva di 8,2% (78,28 centesimi di euro m3) rispetto a quello del metro cubo nel trimestre precedente, determinerà una maggiore spesa annuale per la famiglia tipo (quella che consuma 1.400 m3 annui), di 21 euro/anno.
Il prezzo del KWh attuale (20,22 centesimi di euro) è il secondo valore più elevato raggiunto da cinque anni a questa parte, il valore più alto si è registrato il I trimestre di quest'anno: quando il suo costo era di 20,63 centesimi. Il minor costo: 17,91 c€/KWh era applicato nel II trimestre 2016.
andamento prezzo gas naturale
Anche il prezzo del gas registra una tendenza rialzista, collegata, come afferma l'Autorità, ad un repentino aumento del prezzo del petrolio, che è schizzato a 78 dollari al barile nel mese di maggio 2018 contro i 50 dello stesso mese dell'anno precedente, in salita del 57%. I 78 centesimi di euro attuali, per l'acquisto di un metro cubo di gas naturale, rappresentano il maggior picco dal IV trimestre 2015 quando l'idrocarburo costava 80 centesimi al metro cubo.
Intanto per cominciare a familiarizzare con il mercato libero, che sarà in vigore esclusivamente dal I luglio 2019 (in quella data il segmento tutelato cesserà la sua operatività), l'Acquirente Unico ha realizzato il Portale Offerte Luce e Gas che sostituirà pienamente, dal prossimo mese di settembre l'attuale Trova Offerte gestito dall'Autorità. Strumento utile a orientarsi per la scelta della migliore offerta economica.

mercoledì 4 luglio 2018

Pronti per i saldi estivi?


L'inizio del mese di Luglio, oltre a sancire formalmente l'inizio delle vacanze estive (le scuole sono chiuse ormai da un mese, maturandi ed esaminandi sono vicino alla meta), segna l'avvio di uno dei due periodi dell'anno più proficui per lo shopping, in cui i consumatori possono fare gli acquisti a prezzi scontati.
Come ogni anno, prima di aprire i portafogli e spendersi in acquisti forsennati, è bene richiamare quei due o tre riferimenti normativi che ci permetteranno di giungere in negozio pronti e preparati a beneficiare consapevolmente dei prezzi ribassati.
Nella nostra regione: la Lombardia (si perché la disciplina regolamentare in materia commerciale è demandata agli organi regionali, così come previsto dal Decreto Legislativo 114/1998 di riforma della disciplina nel settore del commercio), la legge regionale di riferimento è la numero 6 del 2 febbraio 2010, il cui articolo 115, rubricato nel capo II relativo alle vendite straordinarie, disciplina le vendite di fine stagione.
Iniziamo dalla definizione di questa particolare tipologia di vendite così come prescritto dall'articolo citato: “le vendite di fine stagione sono effettuate dall'operatore commerciale al fine di esitare, durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, prodotti non alimentari di carattere stagionale o articoli di moda e, in genere, prodotti che se non sono venduti entro un certo tempo, sono comunque suscettibili di notevole deprezzamento”.
Sono due i periodi dell'anno in cui i venditori possono svolgere le vendite straordinarie, della durata massima di sessanta giorni, periodi determinati dalla Giunta Regionale dopo aver consultato le Camere di Commercio, le associazioni maggiormente rappresentative dei commercianti e dei consumatori.
La delibera di giunta a cui fare riferimento, dunque, è la 2667/IX del 14 dicembre 2011 che prevede l'avvio dei saldi estivi il primo sabato di luglio, quest'anno coincidente con sabato 7 luglio.
Giova ora ricordare alcuni obblighi dei venditori in materia di informazione e tutela dei consumatori (ce li rammenta l'articolo 117 della Legge Regionale 6/2010). Nelle vendite straordinarie deve essere esposto obbligatoriamente il prezzo di vendita originario e la percentuale di sconto applicata, è facoltativo indicare il prezzo ribassato. Le merci oggetto di sconto devono essere fisicamente separate dalle altre ed il venditore, in caso di prodotti difettosi è tenuto a sostituirli o a rimborsare il prezzo pagato.
Siete ora pronti, miei cari consumatori, per affrontare la corsa ai saldi. Buoni acquisti.

mercoledì 27 giugno 2018

Gli oneri accessori nel contratto di locazione


Nel rapporto contrattuale che lega il conduttore ed il locatore (nel caso ci si riferisca alla locazione di immobili urbani adibiti ad uso abitazione), la ripartizione delle spese tra le due parti, è spesso fonte di contenzioso. In particolare la controversia può nascere sull'addebito degli oneri accessori, ossia i corrispettivi di prestazioni accessorie a quella di locazione come il servizio di pulizia, il riscaldamento, il servizio di portineria eccetera.
Il riferimento normativo che prescrive la modalità di ripartizione degli oneri accessori tra locatore e conduttore, è la Legge n.392 del 27 luglio 1978 al cui articolo 9 prevede che siano a carico del conduttore, salvo diversa pattuizione, le spese per il servizio di pulizia dell'immobile, il funzionamento e l'ordinaria manutenzione dell'ascensore, le spese per la fornitura di acqua, energia elettrica e riscaldamento, nonché la fornitura degli altri servizi comuni, infine le spese per il servizio di portineria (quando presente) sono per il 90% a carico dell'inquilino sempre salvo patto contrario.
Questo scarno elenco legislativo, frequentemente ritenuto una fonte insufficiente per dirimere le liti tra inquilino e proprietario, e poi l'evoluzione tecnologica del comparto edilizio che ha introdotto nuovi impianti accessori (come quelli antincendio, televisivo ed altri) le cui spese di manutenzione richiedono un'adeguata ripartizione, è stato meglio implementato e specificato con la stipula di un accordo tra l'associazione dei proprietari immobiliari Confedilizia e i sindacati degli inquilini: Sunia; Sicet e Uniat.
La tabella di ripartizione delle spese per gli oneri accessori tra inquilino e proprietario, frutto dell'accordo, è stata depositata e registrata a Roma il 30 aprile 2014 presso l'ufficio territoriale Roma 2 dell'agenzia delle Entrate e rubricata al n.8455/3. Tale documento aggiorna la tabella pubblicata nel Decreto Ministeriale del 30 dicembre 2002 (come allegato G), in tema di contratti di locazione regolamentati, che recepiva a sua volta un precedente accordo del 1999 siglato tra le associazioni. In essa si prescrive per esempio che all'interno dell'appartamento locato sia onere del locatore provvedere alla manutenzione straordinaria dell'impianto di riscaldamento o nel caso della sostituzione di pavimenti e rivestimenti, mentre rimarrebbero a carico del conduttore la loro manutenzione ordinaria (si rimanda alla sua consultazione per tutti gli approfondimenti del caso).
Lo spirito dell'accordo avrebbe l'intenzione d'introdurre un effetto deflattivo sulle liti connesse ai rapporti di locazione e improntare il vincolo contrattuale al requisito della trasparenza, richiamo e riferimento che può essere liberamente inserito e specificato nel contratto di locazione da stipulare.

mercoledì 20 giugno 2018

Open Meter Plan: la sostituzione dei contatori elettrici


E-distribuzione S.p.a, la società del gruppo Enel, che gestisce 32 milioni di utenze elettriche sul territorio Nazionale, ha iniziato la campagna di sostituzione dei contatori elettrici teleletti di prima generazione (1G), installati 17 anni fa, con quelli di seconda generazione (2G). Questi permetteranno di migliorare le prestazioni di fornitura energetica della rete e di monitorare più precisamente e dettagliatamente i consumi elettrici svolti, con la finalità di aumentare l'efficienza energetica generale del sistema.
La direttiva Europea sul tema del risparmio energetico e del miglioramento dell'efficienza nell'uso che facciamo dell'energia, la 2012/27 UE, recepita nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo 102/2014, ha previsto che l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), individui le modalità con cui le imprese distributrici, nella loro qualità di esercenti l'attività di misura, dovranno fornire ai consumatori di energia elettrica, gas, teleriscaldamento, teleraffreddamento, ed acqua calda per uso domestico, contatori di fornitura che riflettano con precisione il consumo effettivo, il tempo effettivo di utilizzo dell'energia e le relative fasce temporali.
Con la delibera 222 del 6 aprile 2017 ARERA ha approvato il piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G presentato da e-distribuzione, che nell'arco di 8 anni s'impegna a sostituire i misuratori installati con quelli di nuova generazione. Attualmente il tasso di sostituzione varia tra le diverse regioni: Piemonte; Veneto; Emilia Romagna; Lazio; Puglia; Campania; Calabria e Sardegna sono nello stadio più avanzato: il tasso di sostituzione è compreso tra il 10 ed il 20% delle utenze elettriche servite, mentre nel resto della penisola non si supera il 10%.
I vantaggi derivanti dall'installazione del nuovo contatore saranno per tutti gli attori della filiera del sistema elettrico. I consumatori potranno conoscere con maggiore dettaglio i prelievi giornalieri di energia e l'effettiva potenza assorbita da tutti i dispositivi elettrici ed elettronici ogni 15 minuti, ridurre le fatture basate sui consumi energetici stimati, causa spesso di contenziosi in fase di conguaglio, e ottenere l'attivazione, la modifica o la cessazione della fornitura con il proprio venditore in modo più immediato. I fornitori di energia elettrica miglioreranno le loro performance verso i clienti finali a cui potranno garantire un migliore grado di soddisfazione del servizio riducendo i tempi per gli adempimenti burocratici in caso di cambio fornitore e maggiore precisione nell'emissione delle fatture. Inoltre le potenzialità del nuovo contatore consentiranno di calibrare le offerte economiche per la fornitura di energia elettrica sul profilo di consumo proprio di ciascun utente e integrare la domotica casalinga.

mercoledì 6 giugno 2018

Iliad, il nuovo operatore di telefonia mobile


Il 29 maggio 2018 l'operatore francese di telefonia è sbarcato in Italia. La sua offerta, che si propone di rivoluzionare il mercato Italiano, afflitto, secondo l'azienda, da un'atavica assenza di trasparenza nei costi applicati ai consumatori e da un alone di sospetto sul possibile cartello commerciale attuato dagli operatori e su cui starebbe indagando la preposta Autorità; risulterebbe molto conveniente per gli utenti. Al costo di 5,99 euro al mese (più 9,99 € di una tantum per l'acquisto della Sim), per il primo milione di sottoscrittori, iliad offre minuti e sms illimitati, 30 gigaByte di traffico dati su rete 4G+ e altri servizi come la segreteria telefonica e le telefonate verso 60 paesi esteri tra cui gli Stati Uniti.
La rete mobile utilizzata per la fornitura del servizio offerto da Iliad Italia S.p.a, deriva dall'acquisizione di alcuni siti dismessi da Wind-Tre, che a seguito della fusione aziendale del I settembre 2016, ha dovuto liberare spettri di banda radio per ragioni concorrenziali. Fino a quando Iliad non avrà costruito la propria rete mobile si appoggerà a quella esistente di Wind-Tre, perciò la copertura del segnale garantita sul territorio sarà quella ufficializzata dall'azienda, che di certo non brilla per affidabilità.
L'evoluzione del mercato tariffario Italiano dei servizi di telefonia mobile, ha visto nell'ultimo anno, secondo un'analisi pubblicata dal sito SosTariffe, un generale aumento nei gigabyte offerti nelle tariffe “all inclusive”, che sono aumentati da 3 a 5 mentre è diminuito il numero di sms gratuiti, ma il prezzo medio applicato è rimasto fisso sui 12 euro. Siamo molto lontani dalle tariffe che Iliad con il suo marchio Free Mobile offre in Francia, che se paragonate alle medie di quelle Italiane segnano una differenza abissale: il canone di FreeMobile sarebbe del 22% inferiore a quello medio dei provider Italiani e li batterebbe anche sulla quantità di traffico dati offerto in cui li supererebbe di ben 9 volte.
Infine la qualità del segnale mobile possiamo valutarla consultando lo strumento dell'Agcom: MisuraInternetMobile, che consente graficamente di ottenere l'informazione su di una porzione però limitata di territorio Nazionale: le principali città Italiane (i capoluoghi di regione e qualche capoluogo di provincia). Le campagne di misurazione sono in corso di implementazione e rappresenterebbero un utile criterio di valutazione e classificazione degli operatori mobili basata proprio sulla qualità del servizio offerto, su cui il consumatore potrebbe orientare la sua scelta.

mercoledì 30 maggio 2018

Cosa sono i PIR (piani individuali di risparmio)?


I piani di risparmio a lungo termine, definiscono una particolare classe di strumenti finanziari che deve rispondere a specifiche caratteristiche definite dalla legge. La norma che ha introdotto questa singolare categoria d'investimento, già diffusa in Francia e nel Regno Unito, è la Legge di Bilancio (Finanziaria 2017) dell'11 dicembre 2016: la numero 232. L'articolo di riferimento è il primo e i commi da considerare vanno dal 100 al 114.
Nella sostanza, gli strumenti finanziari PIR compliance (conformi), possono essere anche quote di fondi, ovvero per dirla tecnicamente: quote di organismi di investimento collettivi del risparmio (OICR), residenti nel territorio dello Stato o in Stati dell'Unione Europea o ancora che aderiscano all'accordo sullo spazio economico Europeo. Questi organismi dovranno investire almeno il 70% del loro attivo in strumenti finanziari (azioni; obbligazioni ecc...) emessi da imprese residenti nel territorio dello Stato o di appartenenti alla Ue o aderenti allo Spazio Economico Ue. Sono valide anche soluzioni di investimento affidate a società di gestione del risparmio amministrato.
Il beneficio per l'investitore è essenzialmente fiscale; infatti se egli mantiene vincolato il patrimonio impiegato, che non potrà superare i 30.000 euro per anno solare (fino a un massimo di 150.000 per l'intera durata dell'investimento), per 5 anni, andrà esente dall'imposizione sui redditi da capitale (aliquota al 26%).
Originariamente la norma, poi modificata dalla legge di bilancio seguente (la Finanziaria 2018), prevedeva un'ulteriore limitazione alla libertà di scelta degli strumenti finanziari su cui investire; infatti di quel 70% investito in imprese nostrane, almeno il 30% doveva essere impiegato per acquisire azioni emesse da piccole e medie imprese: ovvero quelle quotate in segmenti di mercato finanziario diversi dal Ftse Mib, quali per esempio il Mid e lo Small Cap e l'Aim di Piazza Affari. Con l'intento politico di dare slancio ad un canale di finanziamento alternativo a quello bancario per le piccole e medie imprese e di rilanciare il ciclo economico.
I dati sullo stato di diffusione dei Pir, ci derivano da una ricerca svolta da Assogestioni (l'associazione che rappresenta le società di gestione del risparmio), relativa al primo anno di commercializzazione (2017) di questi strumenti finanziari e pubblicata in occasione dell'edizione di aprile del Salone del Risparmio. Da essa emerge che in un anno i Pir hanno raccolto 11 miliardi di euro, portando a quota 15,8 miliardi totali l'intero patrimonio a fine 2017 (nel conteggio sono compresi strumenti pre-esistenti al varo della norma). La quota investita in Pmi è pari al 43% (6,8 miliardi) mentre rimane ancora bassa la parte (2 miliardi) investita in obbligazioni di piccole imprese, prevale l'acquisto di emissioni di grandi società.
L'attenzione va tenuta alta sulle commissioni di gestione e sulla scarsa diversificazione, che possono rappresentare i due elementi sfavorevoli per l'investitore.

mercoledì 23 maggio 2018

Il prezzo dei carburanti


I mezzi di trasporto pubblici e privati che congestionano il traffico delle nostre città e contribuiscono all'inquinamento dell'aria respirabile con l'immissione in atmosfera del micidiale particolato e di tutti i gas serra che influenzano pericolosamente i cambiamenti climatici, si muovono grazie alla combustione dei prodotti petroliferi. Essi derivano, semplificando, dall'attività di raffinazione del petrolio e comprendono, per citare i più diffusi: la benzina senza piombo; il gasolio per auto; il GpL e il gasolio da riscaldamento. Conseguentemente il loro prezzo è strettamente correlato alle quotazioni internazionali della materia prima da cui derivano.
La struttura del prezzo alla pompa distributrice si compone di tre voci di costo: il prezzo del prodotto raffinato (benzina, gasolio ecc...); l'accisa e l'Iva. La tanto vituperata accisa (dal latino accidere: “cadere sopra”) è un'imposta applicata sulla produzione e vendita di alcuni prodotti di consumo e incide attualmente sul prezzo finale di un litro di benzina per più del 40%. L'ammontare di questa tassa indiretta (che paga il produttore scaricandola sul consumatore finale), è determinato da provvedimenti legislativi ed attuato dal Direttore dell'Agenzia delle dogane. L'ultimo aggiornamento risale al 9 agosto 2012 quando per dare attuazione alla legge di bilancio (finanziaria 2012: la prima targata Monti), il direttore dell'agenzia delle dogane, al fine di reperire un gettito di 65 milioni di euro, stabilito dalla legge, ha aumentato il valore dell'accisa per la benzina a 0,7284 €/litro e per il gasolio a 0,6174 €/litro. Il precedente valore di costo era rispettivamente 0,413 €/litro per la benzina senza piombo e 0.016 €/litro per il gasolio di autotrazione (D.L.vo 504/1995).
Sono previsti infine ulteriori imminenti ritocchi verso l'alto: è la finanziaria per il 2015 (la prima emanata dal governo Renzi) a prevederli: con decorrenza I gennaio 2018. La pubblicazione della determinazione del direttore dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli (ancora attesa), fisserà il valore delle accise su benzine e gasoli usati come carburanti, in modo da ottenere maggiori entrate per almeno 350 milioni di euro e così anche per gli anni successivi; prepariamoci quindi ad un ulteriore aumento dei prezzi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, in forza dell'articolo 51 della legge 99 del 2009 e dei relativi provvedimenti attuativi (l'ultimo Decreto Ministeriale è del 17 gennaio 2013), che obbliga i gestori di tutti gli impianti di distribuzione di carburante dell'intera rete stradale nazionale a comunicare settimanalmente i prezzi dei prodotti petroliferi venduti; monitora il mercato dei carburanti e fornisce un utile strumento di osservazione e comparazione dei prezzi consultabile dall'apposita applicazione OsservaPrezzi. Inoltre pubblica, sul sito web istituzionale, ogni lunedì, il prezzo medio nazionale dei prodotti petroliferi rilevati la settimana precedente, suddividendolo per le tre componenti che lo formano: il prezzo industriale (variabile e direttamente collegato alle quotazioni dell'oro nero); l'accisa e l'iva. Da questi dati statistici si può rilevare, da una prima e superficiale lettura, un costante e progressivo aumento del prezzo dei carburanti almeno dalla fine di febbraio 2016 quando per un litro di benzina si pagava 1,361 euro/litro contro l'1,623 euro/litro di lunedì 21 maggio 2018 (ancora lontano per fortuna da 1,878 euro/litro registrato il 17 settembre 2012), in cui l'accisa pesa per 0,728 euro/litro.